"UNA POETESSA DIETRO LE SBARRE" di Dareen Tatour

30 settembre - giornata internazionale delle Traduzioni

 

L'82° Congresso internazionale che si tiene questa settimana ad Orense, in Galizia, segnala la Giornata Internazionale delle Traduzioni, diffondendo in numerose lingue il poema della poetessa araba  Dareen Tatour, arrestata nell'ottobre 2015 e ancora in attesa di processo.

 UNA POETESSA DIETRO LE SBARRE

                                                         di Dareen Tatour

Traduzione dall’arabo di Hadam Oudghiri

In carcere, ho visto prigionieri /non schedati: non si riesce a contarli.../ C’è l'assassino e il criminale,/ il ladro e il bugiardo, /l’onesto e il miscredente, / il confuso e lo smarrito, / l’affamato e il malfattore. /E poi ci sono gli ammalati di patria, / appena usciti dal grembo del dolore, / hanno vissuto ogni ingiustizia:/ violata, la loro innocenza dall’infanzia, /devastati dalla tirannia del mondo. Sono cresciuti.../anzi, sono cresciute le loro sventure /rese enormi dalla repressione. / Sono la rosa in un terreno di sale, / hanno abbracciato l'amore senza paura, /colpevoli solo di aver detto: /“Amiamo la patria senza alcun limite”. / Non conosceranno mai la loro colpa .../ poiché l’amore è il loro crimine /e per gli innamorati, la prigione è il destino. /Ho interrogato la mia anima,/ fra dubbio e sbalordimento:/ “Qual è il tuo crimine, anima mia?”. /Non lo so ancora. / Ho fatto una cosa sola:/ svelare i miei pensieri, /scrivere di questa ingiustizia .../ tracciare con l’inchiostro i miei sospiri .../Ho scritto una poesia.../ La colpa ha vestito il mio corpo,/ dalla punta dei piedi al capo. /Sono una poetessa in prigione,/una poetessa dalla terra dell’arte. /Sono accusata per le mie parole. /Lo strumento del delitto è la mia penna; /l'inchiostro, sangue dei sentimenti, l’impronta /che testimonia contro di me ... /Ascolta, o mio destino, o vita mia, /la condanna del giudice: /la mia poesia è sotto accusa, /la mia poesia è un crimine. /Nel Paese della libertà/ il carcere è il destino dell'artista.

2 novembre 2015

(Jalamah, Il giorno in cui ho ricevuto l’atto d'accusa)

 

***

A Poet Behind Bars
By Dareen Tatour
Translated by Tariq al Haydar

In prison, I met people
too numerous to count:
Killer and criminal,
thief and liar,
the honest and those who disbelieve,
the lost and confused,
the wretched and the hungry.
Then, the sick of my homeland,
born out of pain,
refused to go along with injustice
until they became children whose innocence was violated.
The world’s compulsion left them stunned.
They grew older.
No, their sadness grew,
strengthening with repression,
like roses in salted soil.
They embraced love without fear,
and were condemned for declaring,
“We love the land endlessly,”
oblivious to their deeds…
So their love freed them.
See, prison is for lovers.
I interrogated my soul
during moments of doubt and distraction:
“What of your crime?”
Its meaning escapes me now.
I said the thing and
revealed my thoughts;
I wrote about the current injustice,
wishes in ink,
a poem I wrote…
The charge has worn my body,
from my toes to the top of my head,
for I am a poet in prison,
a poet in the land of art.
I am accused of words,
my pen the instrument.
Ink— blood of the heart— bears witness
and reads the charges.
Listen, my destiny, my life,
to what the judge said:
A poem stands accused,
my poem morphs into a crime.
In the land of freedom,
the artist’s fate is prison.
Written on:

November 2, 2015
Jelemeh Prison
The day I received the indictment

 

Potrebbe interessarle