«Tedeschi e italiani per capirsi parlano inglese»

«Tedeschi e italiani per capirsi parlano inglese»

Dal 2013, Maria Gazzetti dirige, a Roma, la Casa di Goethe. Nata a Viterbo, ha studiato storia, filosofia e letteratura a Roma e ad Amburgo. Traduttrice e collaboratrice per varie testate tedesche, in Germania si è occupata di organizzazione culturale. Dal 1996 al 2010 ha diretto la Casa della letteratura di Francoforte e, dal 2010 al 2013, il Lyrik Kabinett di Monaco di Baviera.

di Anna Maria Carpi

Scrittori italiani escono da anni in Germania per merito anche dell'editore Wagenbach di Berlino. Carlo Levi, Umberto Eco, Norberto Bobbio, Andrea Camilleri, Giorgio Manganelli, Antonio Tabucchi. Poi, a una certa distanza, Celati, Cavazzoni, Celestini, Baricco, Benni. Quali fra questi autori fanno dire a un comune lettore tedesco: lo conosco?

Senza dubbio Eco; seguito da Camilleri, Levi, Tabucchi, Baricco e Maraini.

E dei poeti contemporanei?

Luzi, Zanzotto, Valduga e Cavalli.

Invece dell'immagine letteraria dell'Italia, forse i tedeschi prediligono quella visiva? Adesso la Casa di Goethe ha aperto una mostra (pitture e disegni) di artisti tedeschi dell'età di Goethe, che riguarda l'Italia di oltre 200 anni, quella del sogno classico-romantico?

La lingua unisce e separa. L`immagine visiva – l`Italia artistica – ha sempre attirato i tedeschi. Si conosce Dante, ma i loro punti di riferimento non sono certo Leopardi o Manzoni, Montale o Zanzotto; e tanto meno i libri di autori contemporanei. Si continua a venire in Italia perchè essa rappresenta, tuttora, una sorta di rito di iniziazione. La Casa di Goethe si occupa del Grand Tour e di scambi culturali italo-tedeschi. Ma questo è solo un tema fra i tanti. Abbiamo fatto mostre di Volker Via Lewandowski (Dresda, 1967), di Christoph Maria gazzetti (fotografia di Isolde ohlbaum) Brech (Schweinfurt, 1964), letture e incontri tra italiani e tedeschi (Cavalli-Wagner, Magrelli- Grunbein). Certo, in Germania prevale di sicuro una percezione visiva dell`Italia, cui purtroppo non corrisponde una pari conoscenza o interesse per la letteratura italiana. Comunque, attualmente, non c`è molto scambio tra la letteratura tedesca e quella italiana. Per anni, i grandi editori italiani hanno sostenuto che – fatte, come sempre, alcune eccezioni – la letteratura tedesca contemporanea era tetra e noiosa e che al lettore medio italiano non piaceva.

Fin qui la cultura. Ma Berlino, Francoforte, Monaco come vedono l'Italia? Arretratezza economica, conflitti con i conti europei, mafia e ancora mafia. Roberto Saviano, da noi in parte contestato, in Germania è stato un bestseller. C'è per i tedeschi un'Italia inquietante? Alla fine o chiudono gli occhi per consolarsi con le «bellezze» italiane (natura, tesori artistici incomparabili), o con lo sciagurato cliché felliniano della «dolce vita» e la nostra cucina.

Credo che oggi l`Italia rappresenti un enigma inquietante: è la storia di un amore deluso. I tedeschi non hanno capito lo sviluppo della società italiana degli ultimi vent`anni. Crollano le mura di Pompei? Restano perplessi. Sparita l`Italia che aveva messo in vetrina Wagenbach con Eco, Manganelli, Malerba, Pasolini, quella del cinema e della moda e del design, l’attuale degrado nel nostro Paese li lascia increduli, delusi, proprio quando, con la caduta del Muro, la Germania voleva essere all`altezza del «dono» della riunificazione. Niente più «dolce vita». Spiegare ai tedeschi perchè in Italia si contesta Saviano è complicato e ciò li lascia perplessi. Ma il suo successo in Germania non ha niente a che fare col tema Italia-mafia-folklore. Fenomeno europeo, la mafia interessa anche Berlino, Duisburg o Monaco. E Saviano sa spiegarlo.

Una volta si diceva che i tedeschi amano gli italiani ma non li stimano e che gli italiani stimano i tedeschi ma non li amano. E' uno sciagurato cliché...

Preferirei dire che i tedeschi sono affascinati ma diffidenti e gli italiani diffidenti ma affascinati. I tedeschi hanno tuttora sedimentata in sè la nostalgia per il Sud. Anche i cittadini dell’ex Ddr sono stati fra i primi a realizzare il sogno di visitare l`Italia. Comunque sono convinta che non si capiranno mai e che le immagini dei due Paesi continueranno ad incrociarsi, visto che gli italiani sono il gruppo più numeroso di compratori di case a Berlino. Ma per capirsi parlano inglese.

 

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