Per il ciclo Grandi autori, alle 21, alla Casa della Poesia, Palazzina Liberty, Largo Marinai d’Italia, serata - a cura di Tomaso Kemeny - dedicata a Géza Szocs, considerato fra i maggiori intellettuali ungheresi viventi e presidente del Pen magiaro. All’arpa, Federica Sainaghi. Szocs leggerà i propri versi in ungherese e in italiano. Nato (1953) nella Transilvania divenuta romena dopo il Trattato di Trianon (1920), da studente universitario a Kolozsvàr (Cluj), Géza Szocs è redattore della rivista Echinox e poi del giornale Igazsàg. Negli anni '80 viene perseguitato dal regime di Ceausescu per i suoi scritti sulla rivista clandestina Ellenpontok.Gli vengono spezzate le gambe, corre il rischio di venire condannato a morte, ma la pressione della stampa occidentale e soprattutto l'intervento radiofonico del poeta William Least Heat Moon gli ottengono l'esilio a Ginevra. Alla caduta del regime comunista , nel 1989, il poeta viene nominato direttore della Radio Europa Libera a Budapest. Tornato in Romania nel 1990, viene eletto Segretario generale della minoranza magiara in Transilvania e, in seguito, Senatore nel parlamento di Bucarest, carica da cui si dimette poco dopo. Attualmente è vice-ministro della Cultura. Fra le sue opere: Pensare e poetare, L'ospitale Sinbad a Marienbad, Liberté, Limpop, Il magiaro e lo zombi, All'ombra delle ragazze bombarole.